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09 luglio 2012

Svizzera? .... no... Valtellina..

Per fare il verso alla famosa pubblicita' del cioccolato!!!!
Questo post, prevalentemente fatto di immagini, scattate in un pomeriggio domenicale, per  mostrarvi un pezzettino della mia valle che, quanto a  paesaggi alpini, non ha nulla da invidiare alla famosa vicina Svizzera, non me ne vogliano gli amici di confine....
Eccovi il verde profumato dei boschi di resinose, dove non e' raro fare incontri ravvicinati  con in piccoli abitanti, leprotti, scoiattoli e cosi' via....



la strada sterrata per una passeggiata al fresco, cogliendo i mirtilli, con una sosta per poter riflettere in pace....

la farfalla che senza farsi intimorire dalla mia presenza continua la sua opera .. sul cardo selvatico:



la flora alpina fatta di piccoli fiori resistenti al gelo invernale che si offrono al sole sulle rocce...con la perfezione del garofano alpino che ostinatamente cresce e fiorisce a dispetto della povertà del terreno roccioso:



la scabiosa alpina dalla delicata tinta cerulea:


uno sguardo dlla valle dove si intravede, nella calura estiva, il nastro del fiume Adda..


Le mie foto, dilettantistiche, buie e imperfette, non rendono giustizia al paesaggio e ai suoi abitanti umani e non.. ma spero di non avervi annoiato!!!!

dalle Alpi un "a presto" 
patri

19 giugno 2012

Fiori in baita



Ci sono ancora...
ho  passato un periodo denso impegni improrogabili, di lavoro, di incombenze domestiche, di cose non sempre piacevoli da affrontare, ma ora sono di nuovo qui.
"Dopo la tempesta viene sempre il sole" e cosi', nel vero senso della parola, abbiamo finalmente avuto un fine settimana all'insegna del bel tempo ed io ho potuto rifugiarmi nella mia casetta sui monti....per riprendere fiato in attesa delle sospirate ferie, per il momento ancora lontane; dove, purtroppo o per fortuna, non ho la connessione internet e di conseguenza niente blog (mi mancano gli ormai consueti scambi di mail e commenti con voi)......
In compenso ho avuto il tempo di fare alcune foto e di preparare questo post.
Forse avrete intuito che mi piacciono le cose vecchie, i fiori, il punto croce e cosi via....

Quella che vedete e' la scala che porta al soppalco, i gradini in legno sono stati opportunamente ripuliti, spazzolati, tagliati, messi in posa da un artigiano e verniciati dal maritino. In origine erano delle vecchie assi di castano, annerite dal tempo, che costituivano il pavimento della vecchia baita.

Siccome non si butta nulla, dai ritagli di legno ho ricavato delle asticelle che, dopo averle opportunamente carteggiate e lavorate a cera, ho assemblato creando delle semplici  cornici in cui ho inserito questi lini ricamati a due fili, secondo gli schemi della mia preferita "Ellen Maurer".

Non ho messo il vetro perché mi sembravano più adatti all'ambiente lasciati cosi' a vista.

Appesi al muro cosi' come li vedete nella foto successiva mi piacciono molto, e voi cosa ne dite?
Ora vi lascio e vi auguro buona settimana.
A presto!!!!
Patri

18 giugno 2012

Pietra verde e fiori di montagna

La semplicità delle margherite é messa in risalto dal contenitore: un semplice secchiello in alluminio utilizzato dai nonni come contenitore per il latte.
A dire la verità l'idea di utilizzarlo come vaso per fiori é stata copiata dagli amici della "Contrada Beltramelli”, che sui tavoli dei loro alloggi, appoggiati sopra un "pezzotto", hanno messo questi secchiellini con dei fiori freschi.
Ho parlato anche di pietra perché, non so se avete sentito parlare del "lavecc".
E' una pentola realizzata in pietra “ollare”.  La particolarità di questo materiale è di essere molto resistente al fuoco e di conservare il calore a lungo, permettendo così una lenta cottura ideale per stufati e minestre, ottimi gli stracotti, i risotti e tutto senza aggiungere grassi.


Vicino alla grossa pentola realizzata ancora oggi artigianalmente mediante tornitura a mano con tecniche datate al 1° secolo d.c. da maestri della Valmalenco, vi mostro il vecchio "lavecc"che era appartenuto alla nonna di mio marito e nel quale ho io stessa preparato lo polenta.

Mi piace questo accostamento di vecchio e nuovo, dove cambiano, forse e  di poco,   le tecniche di realizzazione, ma non la materia prima né l'utilizzo.

Questa é la semplicità della natura nella sua bellezza racchiusa in una semplice margherita e in un piatto povero come la polenta......
A presto.....





23 maggio 2012

Rosa, rosae, rosae, rosam, rosa.......






Rosa, rosae, rosam.... mi ricordo l'incubo delle lezioni di latino a scuola, secoli fa quando la declinazione latina del vocabolo rosa, la più semplice, era una cosa odiosa.

Ed ora, eccomi:
in un  mese di maggio, piovoso, freddo e capriccioso, guardo le mie amate rose che cercano di trovare il coraggio di sbocciare in tutta la loro magnificenza le bourbon, con una certa rigidità gli ibridi di tea, con naturalezza e scomposità le  ibride di Rosa Moschata come Penelope e  Felicia di Pemberton, e, con una profusione di pon- pon le noisette, come Blush noisette o la generosissima Aimèe Vibert  e con il loro particolarissimo profumo le inglesi di Austin.... e così via.
Dimenticavo a torto le varie rose che ho riprodotto prelevando dai vecchi orti  e pseudo giardini dei dintorni e che ho ricoltivato dando loro il nome del proprietario della casa: la  rosa Emma, la rosa Carolina ecc.
 Da quanto ho scritto uno può pensarmi felice proprietaria di un immenso roseto, niente di pù falso, la mai piccola collezione di rose è il risultato di quanto sono riuscita a trovare spulciando qua e là sui cataloghi dei rosaisti, frequentando mostre come Orticola, Franciacorta in fiore ecc.,  consultando libri su libri, trapiantandole poi in una piccola porzione di terreno che circonda la mia casa, e dove non era sufficiente lo spazio ho riempito vasi e vasi... incurante dell'ambiente non proprio favorevole alla coltivazione delle rose, vuoi per posizione vuoi per clima.
Devo precisare che non sempre sono stata contrastata solo dal clima ecc. ma anche i miei familari hanno avuto qualcosa da dire: lo spazio esiguto, il discreto numero di rosai, ricchi di spine, hanno fatto sì che sorgessero delle ostitlità, di poco conto e subito superate.



Quanta poesia,quanta perfezione in quei petali, in quei  profumi, ma c'è anche il  retroscena: quante spine, quanto lavoro per curarle,nutrirle, concimarle, tenerle potate.
Se dovessi fare una similitudine con le rose, le comparerei alla vita, piena di bellezza, colori, profumi, ma anche di spine,dolori, fatiche e delusioni....
Ops... mi sa che ho detto delle cose ovvie e banali ma che penso veramente e penso anche che dopotutto ne valga davvero la pena:



La vita è una cosa meravigliosa, con una rosa è di più.



Pensando poi all'inverno, qui da noi piuttosto rigido, alla primavera quasi inesistente e all'estate breve... per non dimenticare queste meraviglie ho crocettato questo cuscino:




e questi i particolari:





A presto e buona vita!!!
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